Huawei Ban: cosa succede, proroga ban e sistema operativo Huawei

huawei

Un bel caos quello che sta accadendo in casa Huawei negli ultimi giorni a seguito della decisione di Google di sospendere ogni tipo di collaborazione con l’azienda cinese. Tutto questo a causa del decreto di Trump che impedisce alle aziende Americane di collaborare con Huawei. Infatti dopo Google a ruota sono seguite anche tutte le altre aziende, tra cui Intel e Qualcomm.

Dopo il ban di due giorni fa, nella giornata di ieri Google ha prorogato l’inizio del ban, concedendo a Huawei una “tregua” di 90 giorni comunicando quando segue:

Continuare a mantenere aggiornati e sicuri gli smartphone è nell’interesse di tutti e questa autorizzazione temporanea ci permette di continuare a fornire ai modelli esistenti aggiornamenti software e patch di sicurezza per i prossimi 90 giorni

Nonostante questa proroga nelle giornata di ieri Google ha eliminato dalla pagina ufficiale di Android Q il supporto a Huawei Mate 20 Pro, cancellando ogni traccia ed impedendo quindi agli utenti di poter scaricare la release ufficiale del supporto.

Huawei Mate 20 Pro

A gettare ancora più insicurezza nel futuro di Huawei ci ha pensato ieri anche Honor durante la presentazione ufficiale del suo Honor 20, dichiarando che la versione PRO del nuovo smartphone al momento non è certificata da Google mentre il suo fratello minore si dato che appartiene ad una categoria di prodotti già certificati in precedenza.

La proroga in questo caso però aiuta Honor che potrà nei giorni successivi fare la certificazione a Google e portare il dispositivo sul mercato Europeo.

Honor 20 Pro

Anche Microsoft si è fatta sentire eliminando dal suo store ufficiale il Huawei Matebook Pro, dichiarando così indirettamente le sue intenzioni di collaborazione con l’azienda cinese.

Ritornando al discorso proroga di Google, l’azienda statunitense fa riferimento agli aggiornamenti relativi ai modelli esistenti quindi questo fa pensare che allo scadere dei 90 giorni di proroga anche i modelli già esistenti non avranno più il supporto a Google compresi gli aggiornamenti alle patch di sicurezza e ai servizi, almeno così fa intendere il messaggio di Google.

Si prevede quindi che dopo la famigerata data del 19 agosto, i dispositivi messi sul mercato non avranno preinstallati al suo interno tutti i sevizi Google come il Play Store e Gmail ad esempio. Bisogna però dire che se alcuni dispositivi in uscita dopo il 19 agosto saranno stati già certificati in precedenza da Google, sarà possibile avere i servizi Google anche se presentati dopo il 19 agosto.

Con questo polverone messo in piedi dal governo Trump a rimetterci non è solo Huawei ma tutto il mercato degli smartphone, ricordando che al momento Huawei è la seconda azienda al mondo per vendite di smartphone con quasi 60 milioni di unità vendute nel primo trimestre del 2019, circa 20 milioni di unità in più rispetto ad Apple che si ferma a poco più di 40 milioni di unità. Quindi Google in tutto questo non è artefice dei fatti ma è vittima di una decisione presa dal governo Trump.

Vendite Smartphone Q1 2019 e Q1 2019

Ma perché si è arrivati a tutto questo? Perché Huawei ha avuto collaborazioni con aziende in Iran considerate dal governo Americano a rischio. Con questa collaborazione Huawei ha rotto degli accordi internazionali e per questo motivo Trump sta cercando in tutti i modi di farli fuori.

C’è da dire che nel mercato cinese gli smartphone Huawei non vengono commercializzati con le applicazioni Google, però c’è un metodo ufficioso che permette di installarli sui vari dispositivi. Innanzitutto installare il pacchetto dei servizi Google che permettono allo smartphone di collegarsi ai server Google e successivamente installare il pacchetto delle applicazioni di Google. Quindi le strade per poter utilizzare i servizi Google su Huawei dopo il ban ci sono.

A risolvere tutto questo però in mattinata è stato annunciato tramite un tweet da parte di Huawei il lancio entro questo anno di un sistema operativo proprietario basato sulla piattaforma open source di Android. Questo sistema permetterà ad Android ed applicazioni di funzionare senza avere necessariamente i servizi Google.

Tweet di Huawei Facts

Staremo a vedere cosa accadrà in futuro e soprattutto in questi 90 giorni che ci separano da quello che ad oggi sarà il ban ufficiale. Quindi per altri aggiornamenti continuate a seguire Smartologia qui sul blog ma anche su Facebook, Instagram e Twitter.

Share

One Ping

  1. Pingback: Huawei annuncia Harmony OS, il suo nuovo sistema operativo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *